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“Et cetera” mostra a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone alla galleria FrameArsArtes di Napoli dal 28 gennaio al 18 febbraio 2026, al corso Vittorio Emanuele n 525.
Vernissage mercoledì 28 gennaio ore 18.30.

Testo critico di Marco Izzolino.
“…il lavoro dell’artista, radicato nel fertile terreno culturale napoletano, si nutre di stratificazioni storiche e di continue negoziazioni tra opposti e in Et cetera, questa tensione si fa ancora più
evidente, proiettando l’osservatore in un territorio liminale dove le certezze si dissolvono e le possibilità si moltiplicano all’infinito….Ciascuna opera appare come un “nucleo germinale” che
evoca l’idea di un seme: una forma apparentemente inerte che tuttavia custodisce le istruzioni per la creazione di un intero essere vivente biologico. Come i semi le sculture di Palumbo suggeriscono
un’energia compressa, una forza in divenire che attende di dispiegarsi in ulteriori trasformazioni. La loro informe concretezza sfida le categorie tradizionali, oscillando tra il geologico e il biologico,
tra l’astratto e l’archetipico. In questa sospensione, in questo “tra”, risiede la provocazione di Et cetera. L’artista invita l’osservatore a un atto di immaginazione creativa, a proiettare il proprio
sguardo oltre la forma presente, a intuire le opere che, pur compiute nella loro essenza, suggeriscono sviluppi futuri. È un invito a partecipare al processo generativo, a farsi co-creatori di
un futuro formale in divenire.”

Scrive Marco Izzolino
Enzo Palumbo, classe ’59, si avvicina all’arte negli anni ’70 quando, adolescente, frequenta il Liceo Artistico dove ha l’opportunità di studiare con docenti dello spessore di Mario Persico (tra i fondatori del “Gruppo 58” assieme a Biasi, Del Pezzo, Di Bello, Fergola e Luca).
In quegli anni intraprende vari viaggi all’estero, a Londra e Parigi dove può vedere esposte le opere dei grandi protagonisti dell’arte moderna: Dalì, Picasso, Kandinsky, Klee e acquisisce la consapevolezza del suo essere artista. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si diploma nei primi anni ’80 e inizia una produzione ricca e intensa, sperimentando tecniche e strade diverse.
Oggi, alla produzione artistica affianca l’attività di docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli dove tiene il corso di Arti Performative.
L’artista partecipa a numerose mostre personali e collettive ed è presente in collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali. Tra le personali ricordiamo: 1983 Migropatacrobazie” Agenzia Start, Marigliano Napoli, 1987 –
“Sculto pittura” centro Ellisse Napoli, 1992 – Furore Galerie Réve en Papier Paris -2017 “Del tuono del lampo ed altre metamorfosi” Galleria Nuvole Volanti Castelfalfi Firenze e PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) – ecc ecc. Tra le collettive: ricortdiamo : 1984 – “Premio Speciale scuole di Decorazione” Frosinone -1984 – “Expo Arte” Bari Fiera del Levante- 1985 – “Ipotesi di una collezione” Galleria Peira Bra Cuneo e “Jeunes Createurs en Mediterranee” Marseille – 1985 – “Jeunes Createurs en Mediterranee” Marseille – 1986 – Giovani artisti italiani in Grecia Atene – 1987 – “Massacrare ancora” Galerie Pablo Picasso Denain France -1991 – “Italia 90’” Ipotesi Arte
giovane Fabbrica del vapore Milano -2016 – Setup Bologna -2016 – “Homo ludens il gioco della visione” Opificio Arti Performative Frattamaggiore Napoli – 2016 – “Itinerari D’arte” Villa Campolieto Ercolano – 2018 – “La collezione” Palazzo delle arti Capodrise (CE) – 2019 a cura della “Fondazione Plart” installa l’opera permanente Tracce di lista presso la stazione della metropolitana di Piscinola.
Enzo Palumbo – Et cetera

28 gennaio – 18 febbraio 2026 presso Frame Ars Artes di Napoli – corso Vittorio Emanuele 525
La mostra è aperta al pubblico dalle 16,00 alle 19,00 i giorni dispari o per appuntamento telefonando
ai seguenti numeri:
3334454002 – 3483133470 – 3297005119

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“Il confine è un dettaglio” mostra a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone alla galleria Frame Ars Artes di Napoli al corso Vittorio Emanuele 525. Vernissage mercoledì 22 ottobre ore 18,30, fino al 19 novembre

Testi critici di Italo Ferrara e Mariadelaide Cuozzo

Il confine è un dettaglio rappresenta l’approdo di riflessioni e di opere che hanno caratterizzato la più recente ricerca artistica dell’artista napoletana Carla Viparelli. La mostra si articola in due sezioni: un ciclo di opere realizzate espressamente per l’occasione e una serie di opere realizzate negli ultimi anni. Queste due sezioni sono accomunate da un unico concept, espresso dal titolo della mostra. Il confine è inteso come bordo che separa i diversi frammenti provenienti da una realtà un tempo integra e irreversibilmente frantumata; la consapevolezza che l’originaria unità non può più essere ricostituita ridisegna la geografia dell’;attenzione: ogni frammento acquista una sua autonomia e la frantumazione dà luogo a nuove unità significanti. Il ridimensionamento permette di scendere più nel dettaglio e di ingrandire i particolari, approfondendo procedimenti cognitivi e esecutivi. Questo attesta quanto i confini siano relativi; il confine è solo un dettaglio che non determina definizioni ultimative né è mai invalicabile in senso assoluto. Lo sconfinamento quindi diventa il tema centrale di questa mostra. Esso produce una sovrapposizione, un raddoppio, generando aree di stratificazione dai contorni inediti, in cui si mischiano le scritture e le lingue.

Lo slittamento genera per addensamento nuove aree di imprevedibile esistenza, geroglifici contemporanei del travalicare. Tutto questo è espresso in vari modi nelle opere in mostra: una grande composizione dal titolo “Una tregua per la terra” di cm. 240×180, costituita da 20 tavole dipinte a olio diverse per forma, dimensione e supporto (tavola e tela); un ciclo di dieci bacheche contenenti composizioni di sagome in legno, che riproducono dettagli ingranditi della grande composizione, a mo’ di carotaggi di esperimenti geo-tipografici, etc.

Carla Viparelli – Napoli 1959 – vive e lavora tra Napoli e Maratea. Consegue la laurea cum laude in Filosofia presso l’;Università Federico II, e nel 1986 allestisce la sua prima mostra personale a Napoli presso l’;Ellisse di Salvatore Pica. Si dedica a tempo pieno all’;attività di artista. La sua ricerca verte sull’;immagine; le discipline artistiche praticate sono soprattutto Pittura e Videoanimazione; si occupa inoltre di Scultura, Installazione e Performance. E’; presente in numerose collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali. E’ pubblicata con foto ;La pittura napoletana del ‘900 (M. Picone) e Atlante dell’;Arte Contemporanea in Napoli e Campania (V. Trione). Nel 2000 ha allestito la mostra personale. L’;Elemento Scatenante presso Le Scuderie di Palazzo Reale in Napoli, a cura della Soprintendenza Storico-Artistica e Architettonica di Napoli (Soprintendente Arch. Giuseppe Zampino). Nel 2008 ha allestito la sua prima mostra antologica Viparelli – Opere Scelte 2000-2008 ; presso il Museo Lanfranchi a Matera e successivamente a Palazzo De Lieto a Maratea, a cura della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropogici della Basilicata (Soprintendente Dott. Salvatore Abita). Il 2014 – anno della sua prima mostra a Los Angeles – segna l’intensificarsi della sua attività all’estero, contrassegnata da una fitta attività espositiva a Los Angeles e dalla partecipazione a numerosi workshop, simposi e esposizioni in Asia ed Europa, e in particolare in Musei, Università e Comuni di Thailandia, Giappone, Singapore, Bangla Desh, Polonia (Bangkok, Los Angeles, Lancaster CA, Manhattan Beach, Tokyo, Dakha, Singapore, Pattani, Krabi, Nakhon Sawan, Sarbinowo, etc.).

Ha ideato Italian Art Tour, progetto di residenza artistica in Italia per artisti di tutto il mondo. Ha diretto il laboratorio e la mostra del Progetto LeAli con gli utenti del Centro di Igiene Mentale dell’;Ospedale di Caserta. Ha curato la direzione artistica della mostra Arte Libera; per il Laboratorio di Neuropsicologia dell’Età Evolutiva dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Ha ideato e diretto il Concorso Chi cerca crea per il Comune di Maratea (nove edizioni). Ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui in Italia i più recenti: Primo Premio Concorso Internazionale di PitturaBorgo San Severino; Primo premio 100 3 Cento stanze per cento artisti, Art Hotel Gran Paradiso, Sorrento; Premio Masaniello Napoletani protagonisti; Premio Lydia Cottone per l’;Arte. Dal 2023 collabora con la Fondazione Banco di Napoli dove cura la Rassegna di Arte Contemporanea Entrée da lei ideata. Nel 2025 ha svolto una residenza d’;artista di due mesi nella Biblioteca Universitaria di Napoli – Ministero della Cultura BUN, nel corso dei quali ha realizzato l’;opera abula Arsa, in collezione permanente della BUN.

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FILM-ARS  IL DOCUMENTARIO INEDITO DI TONY STEFANUCCI “ALLA RICERCA DELL’ARTE PERDUTA”

Partita lo scorso 26 febbraio alla galleria Frame Art Artes, con il cine-vernissage dedicato alla leggendaria gallerista Peggy Guggenheim, FILM-ARS Festival di film d’arte, con la direzione artistica della regista M. Deborah Farina, continua mercoledì 12 marzo con l’evento “Napoli ritrovata: percorsi dall’Accademia di Belle Arti di Napoli”, dedicato all’importanza che l’istituzione e i suoi maestri hanno avuto nella formazione delle nuove correnti e tendenze artistiche partenopee. Per l’occasione, sarà proiettato il documentario “Alla ricerca dell’arte perduta” per la regia di Tony Stefanucci e a cura di Vitaliano Corbi. Il filmato del 1994, mai proiettato da allora, è uno straordinario affresco di decenni di grande fermento artistico e culturale della città, nonchè una critica costruttiva alle istituzioni  per la scarsa attenzione e valorizzazione dimostrata nei confronti dell’arte contemporanea (da cui il concetto di arte ritrovata riferito ai nuovi generi), ha al suo interno interviste e immagini esclusive ‘sul campo’ a nomi quali: Mario Persico, Gerardo Di Fiore, Armando De Stefano, Guido Tatafiore, Enrico Ruotolo, Elio Washimps, Salvatore Cotugno, Augusto Perez, Domenico Spinosa, Mario Colucci e personaggi della cultura come Eleonora Puntillo e altri. Alla proiezione seguirà l’incontro con Tony Stefanucci e Lino Vairetti, autore della colonna sonora del film. Un appuntamento esclusivo della rassegna, per il quale è prevista la partecipazione di tanti protagonisti dell’epoca e di chi, proprio a partire dagli studi in Accademia, ha intrapreso la propria carriera nel mondo dell’arte.

FILM-ARS, Mercoledì’ 12 marzo 2025, h. 19.00,

 

Frame è lieta di presentare “Il palazzo rosso all’ultimo piano”, scritto da Carlotta Contina che da tempo fa parte del nostro staff. Come in tutte le presentazioni canoniche, sarà presente una relatrice, Patrizia Zuliano, che permetterà di valorizzare i contenuti del libro. Si occuperà di raccontarne la storia, si confronterà con i presenti diventando un tramite tra l’autrice stessa e il pubblico. Molti credono che le presentazioni siano solo un momento per convincere i lettori a comprare il libro, in realtà sono soprattutto l’occasione per raccontare tutto quello che si trova intorno e dentro il libro: sé stessi, l’idea, la realizzazione e il viaggio fino alla pubblicazione.

 

 

Io ho sempre considerato ogni opera come un momento di una ricerca più vasta,
una tappa di un cammino in fieri. Un’opera non è mai conclusa.

L.Caruso

 

Luciano Caruso – Frammenti di esistenza è la personale dell’artista (1944-2002) a cura di Paola Pozzi e Michele Maria Caruso, che si terrà alla galleria FrameArsArtes di Napoli, testo critico di Silvia Piffaretti.

“La mostra si propone come una “deriva” – citando un concetto tanto caro ai Situazionisti apprezzati dall’artista – entro i frammenti di esistenza di Caruso per compiere un viaggio metaforico nella sua complessità, afferrabile al di sotto di molteplici stratificazioni, non soltanto materico-pittoriche, ma anche culturali-enciclopediche derivanti dai suoi molteplici interessi.” (S. Piffaretti)

La poetica del Frammento accompagna Luciano Caruso per tutta la sua vita artistica: dal frammento prende nome la galleria FrameArsArtes che “grazie allo stretto rapporto personale della gallerista Paola Pozzi con l’artista, si rivela uno dei luoghi più adatti per accogliere questa esposizione” scrive la Piffaretti.

La mostra, si snoda in un percorso con una trentina di opere. La scelta è stata fatta guardando al tema del frammento e del viaggio. Le opere provengono per la maggior parte da un collezionista privato che ha negli anni acquistato un patrimonio che solo oggi decide di mostrare al grande pubblico. I lavori, quasi nella loro totalità degli anni Novanta, mostrano la complessità della poetica dell’artista e della sua evoluzione dai primi quadri degli anni ’60. L’uso della scrittura e della citazione in questi lavori si erige a caratteristica principe con l’uso di colori naturali con elementi preziosi, quali perle e foglia d’oro e carte pregiate e antiche.

 

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Biografia Luciano Caruso

Nato nel 1944 a Foglianise, nelle montagne del Sannio, Luciano Caruso ha vissuto a Napoli fino al 1976, anno del suo trasferimento a Firenze.

Prima e dopo la laurea in Estetica medievale, lo stimolante ambiente culturale partenopeo degli anni Sessanta gli consente di effettuare le prime esperienze letterarie e artistiche, nelle quali si fondono l’impegno politico e la sensibilità di poeta che lo porta a ricercare con artisti ed intellettuali nuovi linguaggi artistici.

Frequenta così i pittori del Gruppo 58, che agiscono intorno alla “nuova figurazione”, come Mario Persico, Guido Biasi, Enrico Bugli, Bruno Di Bello, Lucio Del Pezzo, Salvatore Paladino: entrerà in contatto con l’ambiente milanese (tramite Enrico Baj, Sergio D’Angelo e Piero Manzoni) e parigino (i lettristi, François Dufrêne e i situazionisti).

L’esperienza parigina degli anni Sessanta lascia in Caruso profonde tracce, come l’uso del procedimento analogico di ascendenza surrealista e la nuova positività della “lettera” liberata dalla parola.

Gli incontri a Napoli con il poeta Stelio Maria Martini e il gruppo di Linea Sud (1963-1967) e quelli con Emilio Villa e Mario Diacono a Roma dal 1965, gli permettono di incanalare questi ricchi fermenti rivolti alla ricerca di un rapporto visuale materico tra la poesia e la scrittura.

I suoi primi testi scritturali risalgono al 1963-1964 e il suo primo libro-opera è del 1965. Così, da Il gesto poetico, antologia della nuova poesia d’avanguardia (Napoli 1968) in poi, è stato tutto un proliferare di scritti, saggi, note, messe a punto e riscoperte, che intrecciandosi in maniera inscindibile con la produzione verbo-visuale hanno segnato le tappe di una ricerca intensa e originale.

Nel 1967 dà inizio, assieme a Stelio Maria Martini, all’ esperienza di “Continuum”, collettivo di discussione e sperimentazione che riesce a creare una fitta rete di scambi e confronti.

Studioso del Futurismo, a partire dal 1977 dirige collane editoriali con la Spes di Firenze e Belforte di Livorno, dando un contributo essenziale alla riscoperta di questo movimento che a lungo, nell’Italia del dopoguerra, era stato sommariamente identificato con il fascismo, con la conseguente totale scomparsa dal panorama culturale.

Negli anni fiorentini ripercorre e rielabora le scelte degli anni giovanili, senza perdere mai di vista la sperimentazione e la collaborazione con artisti e intellettuali italiani e stranieri che come lui non abbandonano l’idea dell’arte ribelle ad ogni tentativo di omologazione.

Partecipa a molte mostre personali e a tutte le più importanti esposizioni dedicate alla nuova scrittura, poesia visiva, poesia visuale, libri d’artista, in Italia e all’estero.

Luciano Caruso muore a Firenze il 16 dicembre 2002.

 

 

INFO & CONTATTI

 

Luciano Caruso Frammenti di Esistenza

13 novembre 2024 – 22 gennaio 2025

Presso FrameArsArtes ● Corso Vittorio Emanuele 525 – Napoli

 

La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00

Per appuntamento telefonare al n. +39 3334454002

Contatti: +39 081 3088820 – +39 3334454002

www.framearsartes.it – paolapozziarch@gmail.com

ufficio stampa: staff di FrameArsArtes

 

 

 

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testo critico di Testo critico di Domenico Natale

23 – 31 obbore 2024

 

 

 

Se i sentimenti, i ricordi, le emozioni e le sensazioni avessero un colore, l’anima sarebbe un arcobaleno he li comprende tutti, come quando si china ad abbracciare l’acqua di una cascata irrefrenabile, spaventosa e affascinante allo stesso tempo, e fa nascere poesie.

Albert Einstein

Ogni colore ha il suo significato e la sua connessione precisa, così come ogni emozione ha il proprio colore: con le emozioni, i ricordi e i sogni, Lino Petrelli da voce e luce alle sue tele.

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Domenico Natale
MORPHOGENESIS

16 – 29 APRILE 2024

Vibranti guizzi di luce che raccontano la Natura in divenire. È “Morphogenesis” mostra di Domenico Natale a cura di Paola Pozzi, con testo critico di Gaetano Romano. Vernissage martedì 16 aprile ore 18:30, alla galleria Frame Ars Artes di Napoli, in Corso V. Emanuele 525. Ospite il performer Sasà Di Natale. Sabato 26 aprile ore 18:30, presentazione del libro di Cinzia CaputoLe donne nel mito”, Terra d’ulivi Edizioni. Fino al 29 aprile. Info: framearsartes@libero.it, 081.3088820, 333.4454002.
«È un lavoro sulla Natura, ma non in senso naturalistico, ottocentesco. Quello che mi appassiona è il dialogo, come insegnava Lucrezio, sulla natura delle cose per rivelarci quanto sia smarrito il legame ancestrale con la Dea Madre» dice l’artista. Classe 1946, nato a Casoria, Domenico Natale si è Laureato in Lettere Moderne specializzandosi in Storia dell’Arte. Insegnante prima presso le scuole primarie dove ha fondato laboratori di attività grafico-pittorica anche per conto delle I.R.R.S.A.E. della Campania e in seguito, presso l’Istituto Statale d’Arte “F. Palizzi” di Napoli e il Corso di Laurea in Scienze della Natura
dell’Università di Napoli “Federico II” dove ha insegnato Teoria e Storia della Illustrazione scientifica – pubblicando, tra l’altro, I disegni dell’Orto Botanico di Napoli (Arte’m, 2016) – Interessato agli aspetti sociali della comunicazione per immagini, ha fondato con Haebel e Raffaele Boemio e il Gruppo X/Arte attivo, tra gli anni ’70 e ’80, nel Movimento dell’Arte nel Sociale. Attualmente, la sua attività esplora i linguaggi dell’espressività artistica multimediale attraveso il ciclo pittorico “De Rerum Natura Fragmenta” evolutosi nella nuova tematica “Morphogenesis”, ultimo capitolo di un percorso di ricerca poetica svincolata da ogni razionalità scientifica – pur essendo stato il primo in Italia ad approfondare i temi della Matematica Frattale, nell’Arte –che interpreta il concetto antico e dionisiaco di “slancio vitale”, come forza spontanea insita in tutte le cose. Le singole opere – in totale 365 soggetti, 46 dei quali esposti in mostra, (30 opere singole e 16 trittici) – sono quindi, osservazioni puntiformi di forme naturali, colte nella loro essenza di forma, colore e apparenza. Frammenti di una perpetua trasformazione dinamica che annulla ogni collocazione spaziale e temporale, annullando il consueto concetto di morte; in sintonia – e omaggio – al concetto di Magia Naturalis in Giordano Bruno e Giambattista Della Porta a cui la galleria Frame Ars Ates, diretta da Paola Pozzi, ha deciso di dedicare le proposte di quest’anno. Mito in quanto Metamorfosi, motore della Morfogenesi. «La morte non è la fine, ma un passaggio, una trasformazione diceva Bergson che,
seppur regolata dalle leggi del caos, non può essere interpretata attraverso la razionalità idealista e positivista, ma secondo un profondo, vitale sentimento dionisiaco, così caro a Nietzsche. E anche a me e a tanti della mia generazione».
Domenico Natale “Morphogenesis” Mercoledì 17 – lunedì 29 aprile 2024
Presso FRAME ARS ARTES – Napoli, Corso Vittorio Emanuele n. 525 Orari: martedì-sabato 16:00-19:00 o previo appuntamento Riferimenti: 081 0689212 – 333 4454002 – www.framearsartes.it – framearsartes@libero.it –paolapozziarch@gmail.com Ufficio Stampa: 334 3224441
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INCISIONI….Naturalmente
22 febbraio – 6 marzo 2024

Sculture in bronzo, alluminio e piombo aperte, quasi aeree. Gessi che appaiono insufflati di vita e disegni riflettono sull’attualità alla luce del proprio vissuto.
È “Presenze” la mostra di Marisa Ciardiello a cura di Paola Pozzi. Testi critici di Olga Scotto di Vettimo e Giacomo Franzese.
Vernissage mercoledì 20 marzo alle 18:00
Personaggi classici in figure novecentesche, che incarnano tematiche eterne. Metallo che sembra argilla per quanto appare duttile e leggero, aperto allo sguardo, in figure dai contorni definiti, ma cave all’interno; forme che dialogano tra loro e con lo spettatore, a suggerire, più che ad affermare, la verità di uno spirito cristallino che riflette sugli accadimenti della vita e della società: l’amore, il dolore, la perdita, la guerra, la solitudine, la forza la determinazione, l’emigrazione, l’emarginazione, il coraggio e la paura di solcare mari sconosciuti e navigare verso l’ignoto.
«Suggerire è una bella parola, crea un dialogo discreto con gli altri nel solco di una continua ricerca di forme e materiali. A cominciare dal vuoto che crea interesse per la forma interiore, aprendo lo sguardo ad una dimensione ulteriore» dice l’artista, cresciuta culturalmente tra il Liceo Artistico e l’Accademia di belle Arti di Napoli, ancora innamorata del senso di potenza e bellezza che forgiare e plasmare i metalli, regala.
«Oggi mi dedico molto anche al disegno e alla grafica, ma andare in fonderia mi piace sempre tanto». Insegnante per molti anni all’Istituto d’Arte di Salerno e poi a Napoli, alle Scuole Medie, le opere di Marisa Ciardiello sono entrate a far parte di numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

o avanti il suo percorso artistico, presentato in mostre nazionali ed internazionali.

 

INCISIONI….Naturalmente
22 febbraio – 6 marzo 2024

Verrà inaugurata giovedì 22 febbraio, la mostra di Vittorio Avella, dal titolo “Incisioni…naturalmente” presso la galleria FrameArsArtes di Napoli, a cura di Brunello Nardone, con testi critici di Rita Alessandra Fusco e Gaetano Romano.

Un graditissimo ritorno, quello di Avella, a venti anni dall’ultima mostra napoletana. Come annunciato da un gioco di parole nel titolo, saranno esposte trenta acqueforti ed acquetinte, raccolte negli ultimi dieci anni di produzione, il cui soggetto è la natura in tutte le sue manifestazioni. Così come ci ha abituati nel tempo, l’artista racconta, attraverso i suoi paesaggi, al contempo sè stesso e la realtà circostante, con uno sguardo poetico e mai banale: un diario intimo dei suoi stati d’animo e di vita vissuta.

Dopo una formazione parigina, prima all’Ecole di Beaux Arts e successivamente presso le stamperie di Lacouriere et Frelaut , Vittorio Avella rientra nella sua città natale nel

1972 e fonda prima la Galleria Centro Arte Incontri a Nola ed il Centro Internazionale di Grafica presso la libreria Marotta di Napoli. Nel 1978, insieme ad Antonio Sgambati costituisce Il LABORATORIO/le Edizioni di Nola, importante punto di incontro e di discussione sulle tecniche della stampa d’arte, nonché officina di verifica, produzione e divulgazione di manufatti propri del settore, ancora oggi protagonista e testimone di tutta la scena artistica italiana e straniera. Parallelamente ha sempre portato avanti il suo percorso artistico, presentato in mostre nazionali ed internazionali.

Dove siamo
Corso Vittorio Emanuele 525, Napoli

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